IN QUESTA PAGINA RIPORTIAMO UNA BREVE PRESENTAZIONE DI ALCUNI LIBRI/RISORSE SUGGERITE

Quanto sei disposto a rischiare per difendere quello in cui credi?: è la domanda che si pone Josh, uno studente cristiano al primo anno di università, che improvvisamente, a causa dell’inopinata richiesta di un professore, si trova a dover scegliere se difendere la sua fede o il suo futuro. God’s not dead – campione di incassi negli USA, in programmazione fino al 2 marzo nelle sale italiane – parte da un dilemma interiore e dalla affascinante sfida che ne segue.

«Vi chiedo di scrivere su un foglio “Dio è morto” e di firmare la dichiarazione». La richiesta di uno spregiudicato professore di filosofia ateo in un’università americana ai suoi studenti è al centro della vicenda raccontata in “God’s not dead”, film del 2004 che, dopo l’anteprima di ieri, sbarca questo fine settimana in 25 città italiane.

God’s not dead, campione di incassi nelle sale USA (ha guadagnato, nel solo weekend di esordio, quasi cinque volte il budget della produzione), arriva in Italia grazie all’impegno di Dominus Production di Federica Picchi, ed è stato presentato ieri all’UCI Cinema di Milano Bicocca alla presenza dell’assessore regionale alle culture, Cristina Cappellini, e dell’autore della storia, Rice Broocks, scrittore (e pastore evangelico) del Tennessee. Una storia che, in una certa misura, racchiude la sua vicenda: convertitosi a Cristo durante il college, nei suoi primi anni di fede si è dovuto confrontare con il fratello, ateo dichiarato, e con le sue obiezioni. Esperienza che, una volta vinto il duello familiare e conclusa l’esperienza universitaria, lo ha portato a continuare a girare gli atenei USA per rintuzzare le tesi di chi, appunto, sostiene che “Dio è morto”, o che non è mai esistito.

Da questa esperienza pluridecennale, fatta di confronti ma anche di studi e letture approfondite di autori schierati in campi opposti, è nata l’idea di un romanzo apologetico, dove tesi e antitesi si alternano in un serrato confronto tra la tracotanza del professor Radisson (Kevin Sorbo), un docente di filosofia fieramente ateo, e la profonda, ancorché acerba fede cristiana di Josh Wheaton (Shane Harper) un giovane studente del primo anno di corso, l’unico della classe a dire “no” alla singolare richiesta dell’insegnante, e che per questo motivo viene sfidato a una sfida dialettica in tre round.

I due attori – un Kevin Sorbo che ricorda vagamente dr. House, uno Shane Harper che ben rappresenta le potenzialità inespresse dello studente – interpretano bene le rispettive parti, in un crescendo di intensità, davanti a una classe a sua volta sempre più coinvolta dal dibattito.

A margine della storia principale (tratta da una storia vera, anzi, più di una: sono almeno una quarantina negli USA le cause legali per episodi simili) si sviluppano, intrecciandosi tra loro, un pugno di vicende umane collaterali: il rapporto di Josh con la fidanzata, messo in crisi dall’opposizione di lei a una sfida che mette a rischio il loro futuro; lo stupore dello studente cinese che, per la prima volta, sente parlare di una fede che non conosceva; il percorso interiore di una blogger alternativa (il titolo della sua testata, “Nuova sinistra”, ben riassume le sue convinzioni); il dramma di Ayisha, figlia modello di un islamico convinto, che vive in segreto la sua fede cristiana. Non manca nemmeno un tocco di humour, concentrato attorno alla figura del pastore, il reverendo Dave, punto di riferimento per Josh e diversi co-protagonisti.

Le vicende collaterali, in realtà, vengono tratteggiate in maniera sommaria e talvolta chiuse un po’ frettolosamente, ma contribuiscono ad arricchire la storia rappresentando quadri e caratteri umani diversi tra loro che rendono diverso l’approccio e la reazione degli esseri umani di fronte alla fede, offrendo così allo spettatore un’ampia gamma di spunti di riflessione e, perché no, un’occasione per immedesimarsi nelle scelte dell’uno o dell’altro personaggio.

L’equilibrio trovato dal regista Harold Cronk – insieme alla colonna sonora dei Newsboys e alla partecipazione di Willie Robertson, della serie tv Duck Dynasty – rende “God’s not dead”, nonostante la lunghezza significativa (quasi due ore), un film apologetico ma non noioso. La sfida, ora, è verificare se il lavoro convincerà, o almeno intenerirà, gli atei, gli agnostici, gli indifferenti e gli incerti almeno quanto è piaciuto ai numerosi credenti (prevalentemente giovani) presenti all’anteprima a Milano, che hanno punteggiato la proiezione di applausi e, al termine, hanno fatto incetta del libro e hanno trattenuto a lungo un disponibilissimo Broocks per un saluto, un autografo, una foto, una preghiera.

 

Le armi del cuore – War Room – Trailer

Tony ed Elizabeth sembrano una coppia perfetta. In realtà, dietro le apparenze, si nasconde un matrimonio che ormai è diventato una guerra e a subirne le spese è la figlia. Con l’aiuto di un’anziana signora Elizabeth trova rifugio nella fede e cerca di salvare la sua famiglia, trovando un tempo felice.

Piccole Donne – più diamo e più riceviamo.

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L’autore presenta dei profili biblici di personaggi femminili ritenuti minori e meno conosciuti, ma riesce a trovare degli spunti davvero interessanti. Oggi vorrei condividere un piccolo passo relativo alla vedova di Sarepta.
La storia di questa donna è raccontata nel primo libro dei Re al capitolo 17. Il profeta Elia viene inviato da lei, vedova molto povera e con un solo figlio. Il profeta le chiede espressamente di usare le sue pochissime risorse, un vasetto di olio e un pugno di farina, per fare una focaccia per lui. Le promette che l’olio non si sarebbe esaurito e nemmeno la farina.
Ecco allora l’estratto tratto dal capitolo 3.
“Quando la vedova preparò le focacce e ne portò una a Elia- prima ancora che al suo figlio affamato- non vi era alcuna evidenza che questa promessa sarebbe stata mantenuta. Mise a disposizione tutta la sua farina e tutto il suo olio; ebbe fiducia nelle parole di Elia e soprattutto in Dio, da cui attendeva l’adempimento della promessa. Fece un passo di fede e vide il Signore prendersi cura del suo futuro (…).
Sarebbe stato troppo facile se avesse chiesto di poter mangiare prima lei e suo figlio e poi, se era veramente profeta di Dio, il Signore avrebbe provveduto ai bisogni del Suo servo. Invece ella “fece come Elia le aveva detto”. (v.15)
Ecco una bella lezione sul tema:”Non tenere tutto per te, sii altruista e generoso”. Come nel caso del ragazzo che offrì i suoi pochi pani e i suoi pochi pesci per sfamare tanta gente, come nel caso della donna che mise soltanto una piccola moneta nella cassetta delle offerte del tempio, se tutto quello che abbiamo è poca cosa, non dimentichiamo che nelle mani del Maestro sarà usata e moltiplicata. Non dovremmo mai offrire al Signore i nostri avanzi – la vedova di Sarepta non tenne nulla per sé. Offrì al servo di Dio quell’unico pasto e alla fine lei e la sua famiglia ebbero di che sostentarsi per ben due anni. Ogni giorno ebbe il giusto necessario: la farina e l’olio erano sempre sul punto di esaurirsi – e forse anche la sua fede – ma avendo il necessario per ogni giorno non cadde in disperazione, né poté permettersi di diventare presuntuosa.
La misura che offrì fu la stessa che continuò a ricevere. La fede viene sempre ricompensata.
B.H.EDWARDS, Piccole Donne della Bibbia, Roma, ADIMedia, 2012 (pag.50)
DVD Torchlighters – Jim Elliot

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Questa è la storia di un messaggero della salvezza: Jim Elliot. Jim trascorse la sua giovinezza preparandosi per condividere l’Evangelo con quanti non ne avevano mai sentito parlare. Ma non sapeva dei pericoli e delle sfide che avrebbe affrontato nelle foreste dell’Ecuador. La sconosciuta tribù degli Auca era sospettosa e rifiutava anche il gesto più amichevole fatto da stranieri. Jim e i suoi compagni missionari sarebbero riusciti a rompere quella barriera di ostilità per portare la fiaccola della salvezza a un popolo intenzionato a uccidere ogni estranero? In questo episodio dei Torchlighters seguiremo le avventure di Jim dagli anni del liceo alla sua opera nella giungla e scopriremo come, ripieno di fede, rispose alla chiamata di Dio per fare qualcosa che sembrava impossibile.

https://www.adimedia.it/digital/prodotto/dvd-torchlighters-jim-elliot/

 

FEDE 2.0:Rimanere Connessi con Dio tra Web, Social e Nuove Tecnologie

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Siamo una generazione cresciuta in un istante, con la formula magica del “tutto e subito” e nel modo più facile possibile. Tutto automatico e immediato. Siamo sempre collegati e cablati. Siamo abituati ad avere risposte allo schioccare delle dita. Siamo avvezzi ad avere costantemente il controllo della situazione. Ma in che modo tutto ciò influenza la nostra comunicazione con Dio? Fede 2.0 getta uno sguardo del tutto speciale alla nostra comunione con Gesù in questo nuovo secolo digitale, per rimanere connessi con Lui tra smartphone, email e social network.

http://www.adimedia.it/digital/prodotto/fede-2-0-rimanere-connessi-con-dio/ 

 

ELIA, uomo di fuoco, uomo di fede

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Nell’Israele del 900 avanti Cristo il popolo si era allontanato completamente dal vero Dio. L’immoralità aveva raggiunto livelli impensabili e la tolleranza aveva reso la verità divina del tutto evanescente. I fedeli profeti di Dio erano perseguitati e la fede nel Signore tenacemente osteggiata.
Per certi versi, quei tempi somigliano molto ai nostri.Che cosa può fare un credente consacrato a Dio in tale contesto spirituale e morale?
Elia è per noi un grande esempio al riguardo: egli ha avuto il coraggio di combattere strenuamente per la fede e di farlo pubblicamente, opponendosi alla religione formale e istituzionalizzata. Un tale insegnamento non può forse essere opportuno e rilevante anche per la chiesa di oggi?

JOHN CHEESEMAN ha studiato materie classiche all’Università di Oxford, prima di iniziare i suoi studi pastorali al Trinity Theological College di Bristol (tra i suoi insegnanti i professori James I. Packer e Alec Motyer). Ha svolto il suo ministerio in diverse comunità nell’Inghilterra del sud-est. Attualmente svolge un intenso ministerio itinerante, con seminari di studio biblico.

http://www.adimedia.it/digital/prodotto/elia-ebook/